COMUNICATO UNITARIO DELLE OO.SS.

Lunedì 22 settembre si è tenuta l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di Sport e Salute sul tema
della chiusura di 36 sedi periferiche, misura contenuta nel progetto “Sestante”.
Come OO.SS. abbiamo innanzitutto chiarito alcuni concetti fondamentali:
● Si tratta di un progetto unilaterale ideato dai vertici aziendali rispetto al quale i sindacati non
hanno espresso (né avrebbero in alcun modo potuto) alcuna condivisione, diversamente da
quanto qualche “buontempone” vorrebbe far credere;
● Come OO.SS. abbiamo espresso tutte le nostre perplessità e la nostra netta contrarietà ad una
attuazione frettolosa del progetto Sestante;
SeS, nelle scorse settimane, ha provveduto ad una mera informativa alle organizzazioni
sindacali dopo la quale avrebbe voluto passare immediatamente alla fase esecutiva, mentre
come sindacati abbiamo chiesto ed ottenuto dalla delegazione trattante una serie di dati ad HOC
sul tema, che è a dir poco delicato, pretendendo un serio confronto e chiarimenti certi.
Come Organizzazioni Sindacali siamo convinti che per una operazione eccezionale servano misure
eccezionali: non si può certo pensare di affrontare la chiusura di 36 sedi e il trasferimento forzoso di
42 colleghe e colleghi con strumenti normativi e misure economiche previsti per casi ordinari. Questo
soprattutto perché riteniamo necessaria una trasparenza effettiva sul cambio di rotta attuato
dall’azienda rispetto al piano industriale presentato alle OO.SS. 4 anni fa in cui si prospettava un
aumento della presenza sul territorio nazionale.
Dal confronto in assemblea con le lavoratrici ed i lavoratori – incontro molto partecipato, non solo
da parte di coloro i quali sono direttamente impattati ma anche da molti altri colleghi e colleghe solidali
e preoccupati per il futuro – sono emersi numerosi elementi di preoccupazione e diverse zone d’ombra
circa – tra le altre cose – le reali motivazioni alla base del progetto, i criteri di individuazione delle sedi
da chiudere, le modalità attraverso cui sono stati contattati nei mesi scorsi i comuni, le sedi di eventuale
destinazione, la chiusura pressoché totale sullo smart working.
È necessario un reale e costruttivo confronto che individui soluzioni “straordinarie” adeguate e che
rispondano anche alle specifiche ed effettive esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie, oltre ad una
massima chiarezza sulle prospettive future, in particolare circa il presidio e la presenza sui territori.
Il mandato che le Organizzazioni Sindacali hanno ricevuto dall’assemblea è pieno e va in questa
direzione.
L’assemblea tornerà a riunirsi per valutare i prossimi passaggi e i progressi che, confidiamo, ci saranno.
FP CGIL             CISL FP                UILPA               CISAL  FIALP            USB             UGL           FNP CONFSAL
MALATESTA       BRUNI               LIBERATI              CAROLA             MERCURI    PALLADINO     POGGINI
VIGLIOTTI

 

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